Bonifiche: il Comune non paga e i rifiuti tossici restano per settimane a Pozzo Lioy

12743726_1298455623504196_430263367903709099_nA seguito delle segnalazioni di alcuni residenti e frontisti di contrada Pozzo Lioy siamo tornati sul posto e successivamente contattato gli uffici del Comune per capire cosa stesse succedendo.
Le bonifiche ambientali, per una somma stanziata da Comune-Provincia-Regione di oltre 250 mila euro, erano iniziate a dicembre. Poi una battuta d’arresto intorno alle festività natalizie.
Parte dei materiali smantellati dai principali siti inquinati sono stati portati via, un’altra parte, forse quella più consistente, è stata accumulata lungo la strada comunale Fondo Rotondo, o meglio nello spiazzale di Pozzo Lioy (uno dei punti più funestati dagli abbandoni illeciti), all’aria aperta e con le fibre di amianto libere di contaminare i polmoni dei passanti e abitanti della zona.

I materiali, tra cui macerie edili e grosse quantità di eternit (anche frammentato) giacciono ormai da numerose settimane nell’area della cisterna Lioy, tra l’altro utilizzata per uso agricolo.
Tra le macerie edili e i sacchi di rifiuti sta crescendo l’erba.
Potete immaginare cosa è finito in questi anni e cosa tuttora si sta riversando all’interno dell’antico pozzo. Andrebbe bonificato anch’esso!
I materiali tossici vanno messi subito in sicurezza (rivestiti di una resina anti-disgregante e portati nella discarica autorizzata per rifiuti speciali di questo tipo).
E intanto c’è chi, riferiscono, continuano a scaricare illecitamente.

Da indiscrezioni pare che sia tutto fermo perchè la ditta incaricata delle bonifiche – la So.Ge.Sa. di Taranto – aspetti da alcune settimane di essere liquidata dal Comune. Sembra inoltre che il budget di 250 mila euro sia esaurito (o quasi) e che non si possa intervenire su altri siti degradati minori, come ad esempio Via Vecchia di Sovereto dove camminatori e podisti sono costretti a respirare le fibre di amianto dei manufatti presenti nell’area verde vicino a Villa de Pau e nei pressi di Piscina “Cappella di Mezzo”.
Altri siti attendono la bonifica come ad esempio Contrada Specchia, Via Camarelle (ritrovamento recente), la strada laterale all’arco di Pisciniello e molti altri ancora (Puliamo Terlizzi ne ha censiti una quarantina).
A parte il capitolato d’appalto, molto superficiale per la verità, non esiste un piano delle bonifiche, non abbiamo un computo dei materiali smaltiti e il dettaglio dei costi.
I cittadini non sanno cosa è stato bonificato, cosa si potrà ancora fare e quanto tempo ci vorrà.
Riteniamo che le bonifiche ambientali fatte in tali modalità favoriscono una serie di criticità, ambientali ed economiche.

Attendiamo chiarimenti da parte dell’amministrazione ed in primis dal consigliere delegato all’ambiente, Gioacchino Allegretti.

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